Preso Esposito estorsore del boss Setola
By Redazione at 23 December, 2008, 2:23 pm
VARCATURO – Irreperibile dal 28 novembre, quando la Dda di Napoli aveva emesso un decreto di fermo per tentata estorsione aggravata ai danni di un imprenditore di Castelvolturno, Mosè Esposito, 29 anni, si era rifugiato sul vicino litorale napoletano. A Varcaturo, in una villetta occupata in solitudine, ma a pochi passi dall’abitazione in cui vive la compagna con il figlioletto. È lì che ieri è stato sorpreso e arrestato dai carabinieri di Castello di Cisterna coordinati dal maggiore Fabio Cagnazzo. Era in una zona controllata dal clan Mallardo di Giugliano, alleato storico dei Casalesi, in cui hanno trovato rifugio latitanti di spicco dell’ala stragista, i vari Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Giovanni Letizia, e in cui si sospetta possa essersi rintanato anche il regista del terrore Giuseppe Setola. Esposito non figura tra i killer del boss latitante, a differenza del fratellastro Davide Granato, accusato di aver preso parte alla strage di Castelvolturno del 18 settembre scorso. Nella gerarchia del clan compare al disotto di Luigi Tartarone, il latitante arrestato venerdì in una villetta disabitata di Mondragone, il più esperto in materia di estorsioni agli imprenditori, Come Metello Di Bona, altro affiliato preso domenica mattina, Esposito prestava la sua opera di emissario di Setola verso gli operatori commerciali di Castelvolturno. «Mi mandano gli amici della Domiziana» erano le parole d’ordine pronunciate quando si presentava al cospetto di imprenditori del litorale, i più tartassati e quelli che denunciano meno. Così si espresse a giugno verso il titolare di un azienda ittica di Ischitella, ottenendone come risposta uno spintone. «Vattene, o ti denuncio» furono la parole coraggiose dell’operatore che avvertì subito i carabinieri di Casal di Principe. Esposito fuggì in auto, lasciando però nella vettura, abbandonata ma più tardi ritrovata dai militari, la sua carta di identità. Un errore tanto ingenuo quanto decisivo. Ieri mattina, quando i carabinieri sono andati ad arrestarlo, ha provato a fuggire a piedi per le campagne; una fuga di alcuni chilometri con i militari che sono riusciti a stargli dietro. Alla fine è stato preso e portato in caserma. Quindi il trasferimento al carcere di Secondigliano dove tra oggi e domani sarà interrogato dal gip alla presenza del suo avvocato Raffaele Gaetano Crisileo. Nel corso della stessa operazione è stata arrestata per favoreggiamento personale la cittadina della Tanzania Mariah Andrew Hermann, di 28 anni.
Antonio Pisani – Il Mattino

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