Faida tra casalesi, scagionato presunto killer

By at 27 January, 2009, 1:42 pm

VILLA LITERNO – Alberto Ogaristi, l’uomo di 37 anni, condannato con sentenza definitiva all’ergastolo con l’accusa di aver ucciso Antonio Amato, esponente di una fazione del clan camorristico dei casalesi e di tentato assassinio del cognato della vittima, Telat Qoqu, il 18 febbraio del 2002, a Villa Literno non partecipò all’agguato.
È quanto hanno scoperto i carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta , a conclusione di indagini coordinate dalla Dda di Napoli che hanno arrestato i tre presunti responsabili. Amato e Qoqu rimasero vittime di un agguato nell’ambito della lotta tra le due fazioni del clan dei Casalesi, operanti tra Villa Literno e Castelvolturno, quelle del gruppo capeggiato da Francesco Bidognetti, detto ‘Cicciotto ‘e mezzanotte’ e dei Cantiello-Tavoletta.
Ad uccidere Amato, legato alla fazione dei Cantiello-Tavoletta e a ferire il cognato, secondo le risultanze di nuove indagini, non fu Ogaristi, accusato, anche sulla base delle indicazioni fornite agli investigatori da Telat (che riconobbe in uno dei suoi sicari Ogaristi), ma Luigi Guida, detto ‘o drink, originario del rione Sanità di Napoli, ma nominato da Francesco Bidognetti, reggente del gruppo per un lungo periodo. Con lui Luigi Grassia, di 36 anni e Gaetano Ziello, di 29 anni, entrambi di Casal di Principe.

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Categories : Camorra
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