Napoli: Appalti Asl, Finanza esegue arresti

By at 13 February, 2009, 1:11 pm

NAPOLI – Retata della Guardia di Finanza del Comando provinciale di Napoli alla Asl Napoli 1, la più importante del Mezzogiorno: 5 persone sono finite in carcere e altre 4 agli arresti domiciliari. Le Fiamme Gialle hanno anche operato due sequestri nei confronti di 5 funzionari del Servizio sanitario regionale, 3 imprenditori aggiudicatari di appalti per la fornitura di servizi di manutenzione e riparazione di numerose strutture sanitarie di Napoli e alla collaboratrice di uno di essi. Le ordinanze sono state firmate dal giudice delle indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli su richiesta del pm presso la Procura.
Le accuse sono di associazione per delinquere, turbativa d’asta, falso in atto pubblico, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, truffa aggravata, abuso di ufficio e riciclaggio. Le indagini sono state coordinate dalla Sezione reati contro la pubblica amministrazione della Procura di Napoli.
Gli investigatori del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Napoli avrebbero «individuato illeciti rapporti esistenti tra imprenditori e funzionari pubblici, finalizzati a condizionare le gare d’appalto indette dal Servizio tecnico centrale della Asl Napoli 1 per l’aggiudicazione dei lavori di ristrutturazione e manutenzione delle strutture ospedaliere dipendenti dalla predetta Azienda sanitaria». L’indagine trae origine da una denuncia presentata in Procura nei mesi scorsi da un architetto napoletano. Al professionista era stato fatto intendere che non gli sarebbe stato affidato l’incarico professionale per la ristrutturazione di una casa di cura di Napoli a seguito di pressioni esercitate sul committente dei lavori da alcuni funzionari dell’Asl. L’architetto avrebbe anche segnalato agli inquirenti «la condotta tenuta dall’ingegner Claudio Ragosta – spiegano i pm - responsabile del settore tecnico-manutentivo del citato ente». Ragosta, al vertice del servizio tecnico centrale fino a settembre del 2007, secondo gli inquirenti, non avrebbe esitato a intrattenere “rapporti finanziari” dallo stesso ingegnere eufemisticamente definiti “di amicizia“, con numerosi imprenditori e professionisti affidatari di lavori da lui direttamente disposti.
Le investigazioni, fondate su un’attività di intercettazione telefonica e ambientale, avrebbero evidenziato le «sconcertanti condizioni di illegalità nelle quali versava il servizio tecnico della più grande azienda sanitaria d’Europa - scrivono i pm – laddove si registrava la miserevole spartizione tra i diversi funzionari e dirigenti delle rispettive sfere di influenza ciascuna delle quali posta a servizio dell’imprenditore amico o di riferimento del pubblico funzionario infedele».

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Categories : CRONACA
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