Camorra: Sequestrati beni per 20 milioni di euro
By Redazione at 27 March, 2009, 4:05 pm
CASAL DI PRINCIPE – La Direzione investigativa antimafia di Napoli ha eseguito il decreto di estensione del sequestro beni, emesso dalla sezione Misure di prevenzione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dell’imprenditore casertano condannato nel 2005 a 4 anni di reclusione per associazione a delinquere di stampo mafioso Gaetano Iorio, 68 anni. Sequestrati la totalità delle quote sociali della Beton Campania srl; due conti correnti con un deposito attivo di circa 43mila euro; tutti i beni strumentali della società ivi compresi gli impianti di produzione e 27 automezzi tra betoniere, autocarri, pale meccaniche; un appezzamento di terreno per oltre 2 ettari con sovrastante fabbricato ad uso industriale. Il valore dei beni sottoposti a sequestro, secondo una stima degli amministratori nominati dal tribunale, ammonta a circa 20 milioni di euro.
Le indagini successive a un sequestro operato a marzo 2008 sempre di beni riconducibili a Iorio, avevano chiarito che la Beton il 20 luglio del 2000 aveva acquistato dal Ministero delle Finanze la totalità delle quote sociali, comprensive dei beni aziendali, della Edil Beton srl, già di proprietà dell’imprenditore e oggetto di confisca definitiva quale conseguenza della condanna subita nel processo contro il clan dei Casalesi noto come “Spartacus.”
La Beton Campania srl, benché formalmente intestata a Nicola Corvino, 58 anni, e Michele Viscosi, 44 anni, era direttamente riconducibile a Iorio che, in tal modo, era rientrato appieno nella reale proprietà della compagine societaria. Grazie alla sua affiliazione al clan, nel giro di pochi anni ha conosciuto una rapida ascesa sotto il profilo imprenditoriale nel settore edilizio e della produzione di calcestruzzo.
Sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per due anni nel maggio 1997, confermato in Appello e Cassazione, aveva subito la confisca dei beni aziendali della impresa individuale, della Edil beton; della Gecal gestione calcestruzzi; del Cedic, Centro distribuzione Calcestruzzi; della quota, pari per valore a lire dieci milioni, intestata allla moglie Clementina Massaro, della Iorio Costruzioni; di appezzamenti di terreno, automobili ed abitazioni riconducibili a lui seppure formalmente intestati alla moglie e al figlio Paolo. Il pentito Carmine Schiavone rivelò tra l’altro nel 1995 che Iorio aveva ospitato durante la latitanza Mario Iovine.
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