Camorra: ‘Operazione Principe’, sequestro beni Bidognetti

By Redazione at 21 maggio, 2009, 2:06 pm

CASAL DI PRINCIPE – Stamani il personale del Centro Operativo D.I.A. di Napoli ha eseguito un decreto di sequestro preventivo nei confronti di Michele Bidognetti, arrestato il 29 aprile 2009 – fermo convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere il 2 maggio 2009 – poiché ritenuto responsabile per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso e riciclaggio di danaro d’illecita provenienza. Le indagini sono coordinate dalla DDA di Napoli.

Contestualmente , con la collaborazione del personale del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria di Roma, è stato notificato il provvedimento con cui, il 19 maggio 2009, il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Napoli ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di Michele Bidognetti, visto il ruolo che egli riveste nel clan dei casalesi. Sono state sottoposte a sequestro diverse autovetture di recente immatricolazione intestate al Bidognetti ovvero a lui riconducibili pur essendo formalmente titolate a terzi prestanome come la moglie, Alessandra Capoluongo e al nipote Stanislao Di Caterino, per un valore di circa 100.000 euro.
Somme che si aggiungono al patrimonio di circa 5 milioni di euro, già sequestrato nel corso della esecuzione del fermo nell’aprile scorso, che, oltre alle diverse aziende agricole, agli appezzamenti di terreno, appartamenti e ville in provincia di Caserta, comprendeva anche la sontuosa villa in Castel Volturno, formalmente intestata a Assunta D’Agostino – attualmente detenuta ed ex convivente del collaboratore di giustizia Domenico Bidognetti.
Quest’ultima fu oggetto di una tentata estorsione compiuta dal boss Giuseppe Setola, durante la sua sanguinaria latitanza e non verificatasi solo grazie al suo arresto dello scorso gennaio. In particolare, il Setola, quale punizione simbolica per il collaborante Domenico Bidognetti, aveva deciso di appropriarsi del bene con metodi mafiosi, pianificando un’estorsione, del valore economico pari a 350.000 €, in danno di un noto imprenditore del litorale domitio, attraverso una vendita simulata e all’insaputa della D’Agostino.

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