Diventa un caso scientifico il bimbo napoletano in overdose da chewing gum

By Redazione at 29 maggio, 2009, 2:28 pm

NAPOLI - Diventa un caso scientifico il bambino napoletano in overdose da chewing gum. Due pacchetti di gomme energizzanti, consumati in appena quattro ore tra una lezione e l’altra. Così un ragazzino di 13 anni è finito in ospedale dopo aver manifestato un malore, nonché un atteggiamento agitato e aggressivo che aveva fatto scattare l’allarme tra i familiari, preoccupati per il suo comportamento inusuale.

E ora i medici che si sono occupati del caso, all’ospedale Monaldi di Napoli, lanciano l’allarme sottolineando, sulle pagine della rivista ‘Lancet’, come queste ‘cicche’ siano a portata di bambino, ma pericolose, stando al caso napoletano, quando se ne ingurgitano grossi quantitativi.
Il caso del 13enne rimbalzato sulla nota rivista scientifica risale al novembre scorso, quando l’adolescente fu trasportato al reparto di emergenza dell’ospedale napoletano. Aveva dolori addominali, un bisogno continuo di urinare e non si sentiva più le gambe. Il battito cardiaco era accelerato, il respiro affannoso e la pressione alta. Era aggressivo, ma assicurava di non aver assunto droghe o sostanze illecite, come confermato dai test di laboratorio.

La notte fu tenuto in osservazione, il giorno successivo ha lasciato l’ospedale, ma il suo battito cardiaco, al contrario del momento del ricovero, appariva debole. Dopo poche ore la madre tornò dai medici che avevano assistito il ragazzo: affermando di aver trovato, nello zaino del figlio, due pacchetti vuoti di chewing gum energizzanti, che l’adolescente aveva consumato nell’arco di appena quattro ore, tra i banchi di scuola.

Ogni pacchetto di gomme contiene 160 milligrammi di caffeina, quindi due confezioni intere corrispondono a circa tre tazze di caffè. La madre del ragazzo ha spiegato ai medici che il giovane non era affatto abituato a consumare alimenti o bevande ricche di caffeina. Tornato in ospedale per un check-up qualche giorno più tardi, il giovane è apparso debole e assonnato, tanto che aveva saltato la scuola per tre giorni consecutivi.

Dagli esami il suo battito cardiaco risultava lento e il suo cuore non pompava sangue a sufficienza. Dopo cinque giorni, tuttavia, ha recuperato appieno, anche se i medici hanno preferito tenerlo d’occhio nelle settimane successive. Il ragazzo, secondo i camici bianchi, ha avuto una vera e propria intossicazione da caffeina, resa ancora più aggressiva dal fatto che non fosse abituato a consumare questa sostanza. In rapporto al suo peso corporeo (45 kg), la quantità di caffeina assunta equivale a 10 tazze di tè mandate giù da un adulto in appena quattro ore.

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