“Zeru tituli”: scoperta truffa del gratuito patrocinio da Siracusa in Campania

By Redazione at 24 febbraio, 2010, 1:31 pm

SALERNO - Avviavano l’iter di assistenza legale per gli immigrati sbarcati in Sicilia e smistavano la pratica sempre allo stesso studio legale campano che otteneva così «la liquidazione di ingente somme di denaro attraverso il riconoscimento del gratuito patrocinio».

Le firme e i timbri sarebbero però stati falsificati. È l’accusa contestata a un avvocato del foro di Salerno, Pierluigi Spadafora, e a due sue collaboratrici siracusane, Corrada Sapia Bruna Rosolini, che sono stati arrestati dalla polizia per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di falsi per l’ottenimento di titoli di soggiorno.

Nei loro confronti è stato eseguita un’ordinanza emessa dal Gip di Siracusa che dispone il trasferimento in carcere per le due donne, indagate anche per falso materiale in atto pubblico, e gli arresti domiciliari per il legale.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore di Siracusa Ugo Rossi, verte sui rapporti tra il centro di accoglienza di Cassibile, l’associazione Alma Mater di Siracusa, in cui lavoravano le due donne, e la onlus Ponte sul Mediterraneo, della quale è presidente l’avvocato Spadafora.

Secondo l’accusa l’Alma Mater indirizzava le pratiche legali di immigrati sempre alla Ponte sul Mediterraneo, permettendo all’avvocato di avviare ricorsi e ottenere «la liquidazione di ingente somme di denaro attraverso il riconoscimento del gratuito patrocinio». In cambio le due donne, una delle quali si qualificava come avvocato senza nemmeno essere laureata, avrebbero chiesto illegalmente 30 euro a pratica agli immigranti e sarebbero state ricompensate anche da Spadafora. La Procura di Siracusa, che ha denominato l’operazione “Zero tituli”rafrasando una ormai celebre frase di Mourinho, contesta agli indagati, a vario titolo, la commissione di 430 false autentiche di firma in mandato difensivo e altrettanti di ammissioni al gratuito patrocinio, 24 falsi per il rilascio di permessi di soggiorno e 16 reati di favoreggiamento della permanenza di clandestini.

L’inchiesta della sezione della polizia di Stato della polizia giudiziaria della Procura della di Siracusa è scattata lo scorso anno quando l’ufficio immigrazione della locale Questura ha notato delle anomalie sulle copie dei ricorsi depositati da alcuni stranieri assistiti dallo studio legale dell’avvocato Pierluigi Spadafora, 39 anni, del foro di Salerno.

La polizia ha scoperto che a depositare i ricorsi era materialmente Corrada Sapia, 44 anni (che lavorava nel centro di accoglienza di Cassibile, nel Siracusano, oggi chiuso) che si qualificava come avvocato pur non essendo nemmeno laureata.

Particolare che ha dato il nome all’operazione denominata ‘Zero Titulì. Sarebbero state lei e Bruna Di Rosolini, 28 anni, secondo gli investigatori, a gestire lo studio nel Siracusano al quale erano convogliate le diverse pratiche grazie all’opera che le due potevano svolgere lavorando nel centro di accoglienza di Cassibile.

Complessivamente sarebbero state 430 le istanze inoltrate nelle quali, in diversi casi, secondo l’accusa, sono stati riscontrati falsi macroscopici anche in relazione a retrodatazione di ricorsi presentati fuori termine se non addirittura mai presentati. Per ciascuna istanza l’importo previsto di rimborso era di circa un migliaio circa di euro. Ma per carenza di fondi degli oltre 400 mila euro richiesti per il ricorso al gratuito patrocino non sarebbe stato liquidato alcunchè dallo Stato.

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