La crisi colpisce innanzitutto le fasce più deboli. A Castel Volturno il punto della situazione della Fillea Cgil
By Michele Docimo at 21 July, 2010, 4:28 pm
CASTELVOLTURNO – “La crisi economica fa fallire le imprese edili che hanno scelto la legalità e rafforza invece quelle che scelgono la strada del lavoro nero e della mancanza di sicurezza nei cantieri”.
A denunciare questa situazione paradossale che si verifica in tempi di crisi economica è stato Walter Schiavella, segretario generale nazionale della Fillea, CGIL Nazionale, nel corso della seconda Conferenza regionale dei lavoratori delle costruzioni immigrati in Campania, tenuta lunedì scorso all’Holiday Inn di Castel Volturno.
“Il governo ha dato segnali precisi: uscire dalla crisi abbassando il livello delle regole - ha spiegato Schiavella –ed è allora che si rafforza il caporalato e si indeboliscono i diritti. Le prime vittime di tutto questo sono i lavoratori immigrati che nel momento in cui perdono il lavoro perdono anche ogni diritto di cittadinanza, diventando preda di chi compete soltanto comprimendo i costi.”
A sostegno della tesi di Walter Schiavella, arrivano i dati delle Casse Edili, dove a fronte di un impiego maggiore di forza lavoro, non corrisponde uguale incremento di contributi. Anzi i dati sono al ribasso rispetto agli anni passati. “E’ il segno di un forte incremento del lavoro irregolare”, dice ancora il segretario generale della Fillea Cgil.
In Campania sono 5998 i lavoratori stranieri impiegati nel settore edile (dati casse edili Campania riferiti al marzo 2010), di cui 533 in provincia di Avellino, 400 in provincia di Benevento, 1131 in provincia di Caserta, 1833 in provincia di Salerno e 2101 in provincia di Napoli.
I rumeni risultano essere la comunità più consistente nel settore edile con 2326 presenze. A seguire i lavoratori ucraini (787), albanesi (450), tedeschi (402), marocchini (317), svizzeri (278), polacchi (243), i tunisini (172) e gli algerini (124). Gli iscritti al sindacato sono 1401, di cui 626 iscritti alla Fillea-Cgil, 508 alla Filca-Cisl e 267 alla FeNeal-Uil.
Michele Docimo
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